LaConsulta nazionale per la pastorale della scuola, organismo istituito dalla Cei, in undocumento diffuso oggi, prende atto “con interesse della proposta formulata nel documento dilavoro sul riordino dei cicli scolastici” e riconosce all’attuale Governo “lo sforzo di voler darerisposte alle attese di quanti hanno a cuore il futuro non solo della scuola, ma dell’interasocietà”.Tuttavia “nella consapevolezza che l’attuale disegno rappresenterebbe, una volta approvato,un cambiamento radicale del sistema scolastico italiano”, la Consulta ritiene necessario “apriresul tema un serio dibattito e una pacata riflessione”. “Il nuovo quadro di riferimento in cui ilprogetto ministeriale si colloca – osserva la nota – più che tenere conto di una ‘tradizionescolastica’ italiana, pare dettato principalmente dalla preoccupazione di adeguare il nostrosistema scolastico alle nuove esigenze occupazionali e a quelle della società tecnologica: diqui lo sbilanciamento verso una prevalente dimensione tecnico-scientifica del sapere, adiscapito di quella umanistica”. Invece, secondo i responsabili della Consulta, “dopo ladissolvenza dei sistemi ideologici, nella crisi delle proposte di senso, la scuola deve offrire un’sapere’ che proponga, oltre a conoscenze, competenze ed abilità, forti qualità morali, radicatenei princìpi costituzionali, per la realizzazione di una ‘cittadinanza piena e consapevole’.Perché la scuola sia tale si devono, anche nelle proposte di riforma strutturale, individuareresponsabilità e ruoli, valorizzando gli educatori – genitori e insegnanti – e rispettando i ritmidella crescita degli educandi e le loro domande”.