E’questo un dato che emerge dalla ricerca sull’esperienza religiosa condotta dall’Istituto diteologia pastorale dell’Università Pontifica Salesiana di Roma e presentata oggi a Roma.Dall’indagine, condotta dal sociologo Mario Pollo, su un campione di 120 giovani, si riscontrache “anche da parte di giovani che un etichettamento troppo precoce definisce lontani”, la fedein Dio “non viene mai sentita come riduzione della propria libertà ed autonomia”.E questo avviene anche nell’esperienza del dolore che “invece di spingere nell’abisso delladisperazione apre verso il mistero che trascende la vita. La morte di persone care diventa permolti giovani occasione di verifica del senso della propria vita, mentre rimane la difficoltà disuperare l’esperienza del lutto”.Per altro verso, dalla lettura dei dati si riscontra che “la rottura tra presente e passato produceangoscia verso il futuro ed in questa situazione le nuove generazioni tendono sempre più adisolarsi, indebolendo il legame di solidarietà intergenerazionale così che solo il tempo presentesembra avere un valore e un senso”.