Entra nel vivo la conferenza nazionale sulla droga

I 1200 partecipanti alla”seconda conferenza nazionale sui problemi connessi con la diffusione delle sostanzestupefacenti e psicotrope e sull’alcoldipendenza”, in corso a Napoli, si sono divisi in gruppi dilavoro per discutere i risvolti giuridici, amministrativi e culturali del problema della droga nelnostro Paese. Ogni anno in Italia, si contano 14 mila morti per overdose e 30 mila morti perpatologie legate all’alcolismo. Secondo don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele di Torino,”la strage di 14 mila giovani vite ogni anno non consente sterili divisioni”. Don Ciotti si dice”molto amareggiato per il voto parlamentare sulla liberalizzazione della droga, proprio allavigilia della conferenza. I giovani drogati non chiedono norme più o meno restrittive. I giovanidrogati ci chiedono di non rubargli il futuro”. Don Antonio Mazzi ricorda che “la stragrandemaggioranza degli operatori impegnati nelle comunità è decisamente contraria all’idea diliberalizzare la droga, anche sulla base dell’esperienza di altri Paesi europei che l’hannosperimentata. Questo però è un falso problema. I veri problemi sono come prevenire e comesalvare. Bisogna parlare ad una massa enorme di giovani che non ammettono neanche a sestessi di essere drogati ed entrano in una perversa spirale di morte”. Don Mario Picchi,presidente del Ceis (Centro italiano di solidarietà) invita ad una “seria riflessione suldivertimento giovanile legato alle discoteche”. Secondo don Picchi, “pur senza indulgere ingeneriche demonizzazioni, la struttura, gli orari e i comportamenti indotti nelle discotechefavoriscono l’approccio alle droghe con l’aspetto di pastiglie colorate e affascinanti. E’ il caso distabilire regole e controlli precisi per prevenire i comportamenti devianti”.