Giovani e religiosità: gli adulti sono “latitanti”

E’ uno dei dati che emerge dallaricerca sull’esperienza religiosa dei giovani italiani, curata dall’Istituto di teologia pastoraledell’Università Pontificia Salesiana (Ups), che ha raccolto 120 storie di vita di ragazzi dai 15 ai26 anni. Meno della metà degli intervistati (44,6 per cento) ha incontrato degli adultisignificativi lungo il proprio cammino esistenziale. “Questo dato – si legge nel rapporto -testimonia l’attuale isolamento generazionale vissuto dai giovani, oltre che il largo disinteressee disinvestimento educativo degli adulti”. “Per gli adulti – proseguono i ricercatori – i giovanisono al massimo dei contemporanei di età differente di cui occuparsi solo nel momento i cuicadono vittime di qualche forma di disagio o di devianza”. Secondo l’Ups, “la carenza di moltieducatori è un dato negativo per l’esperienza della formazione religiosa dei giovani. La ripresadella responsabilità educativa in ambito ecclesiale, oltre che sociale, appare pertantonecessaria e improrogabile”. Il vero problema, aggiunge il rapporto, “è che di fronte allaformulazione di ideali esistenziali e sociali, a volte magari confusa ed incerta, i giovani spessosono lasciati soli e non esiste un impegno concreto del mondo adulto perché questi idealipossano tradursi in comportamenti ed espressioni concrete”.