Scoppola su 60° anniversario dell’enciclica ‘Mit brenneder sorge’.

“Questaenciclica si colloca nell’età dei totalitarismi, delle grandi religioni secolari, che hannorappresentato per il cristianesimo una sfida radicale in quanto forme di un’ideologia politicatotalizzante. Oggi, invece, il razzismo è espressione di un’intolleranza completamente diversa,generata dalla paura di perdere la propria identità”. Lo ha detto al Sir lo storico PietroScoppola, commentando il 60° anniversario, che ricorre oggi, dell’enciclica di Pio XI ‘MitBrennender Sorge’ (Con viva ansia). “Attraverso questo documento, la Chiesa ha volutoesprimere una denuncia della religione secolare nazista del tutto alternativa alla visionecristiana della vita. Ma questo appartiene, per fortuna, ad una stagione conclusasicompletamente nel 1989 con la caduta del comunismo. La Chiesa ne è uscita vincitrice,riuscendo, alla prova dei fatti, ad affermare il valore della religione cristiana, come religionedella coscienza e della libertà, contro l’ideologia totalitaria”.”Oggi – secondo Scoppola – razzismo e intolleranza sono ancora presenti, anche in mododrammatico, ma appartengono ad un’altra cultura. Derivano dalla paura, dalla crisi di identità,dalla difesa di interessi economici ma non si esprimono nella forma radicale, totalizzante,propria di religioni secolari come il nazismo. Oggi, le sfide per il cristianesimo provengono daicomportamenti delle società industriali, il cui tessuto etico è profondamente logorato”.