«Certo in giro si avverte anche stanchezza escetticismo, ma questa è una stagione molto importante. Stanno nascendo cose nuove.Decine e decine di iniziative nelle diocesi, e molteplici, agili, strutture di servizio e dicoordinamento su scala nazionale. Nel mondo cattolico si respira una voglia di rimboccarsi lemaniche, di superare vecchi schematismi e vecchi riflessi, di lavorare insieme, di collegarsi.La grande stagione del volontariato sta consolidando una più matura attenzione ai settoridecisivi della famiglia, della scuola e dell’educazione, dell’elaborazione e dell’animazioneculturale. Sta maturando l’impegno a capire ed a proporre esperienze solide e credibili di vitaspirituale a misura di questa società complessa. La dottrina sociale della Chiesa, dopodecenni in cui era stata dimenticata, diventa un punto di riferimento preciso per misurarsi con igrandi temi della transizione economica e politica di questo scorcio di secolo, e trovare spaziautentici di dialogo con tutti coloro cui sta cuore il “bene comune”.Siamo in un momento di passaggio, certo. Dunque niente fanfare, niente proclami e nienteorpelli, come peraltro si conviene ad ogni lavoro serio, che non si esaurisce in sè, che nondiventa, come si dice con una parola complicata, autoreferenziale. E soprattutto ad un lavoroche ormai si sviluppa a tutti i livelli nella linea (e secondo l’ecclesiologia) del Concilio. Intendecioè nello stesso tempo avere un saldo riferimento alla verità ed alla carità del Vangelo vissutecon coerenza e semplicità ed insieme una grande apertura ed un grande dinamismo nellasocietà e nella cultura».