LucaJahier, presidente della Federazione Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario, hadichiarato oggi che “i gravi disordini che si stanno verificando in questi giorni in Albania hannonuovamente evidenziato l’inadeguatezza della legge che dovrebbe tutelare l’attività deivolontari italiani impegnati in tutto il mondo”. Jahier ha aggiunto che “la lentezza con cui leforze politiche stanno affrontando la riforma della legge italiana sulla cooperazione penalizzatanti volontari che, pur privi di un riconoscimento ufficiale, operano al fianco delle popolazionipiù povere, in Albania come in altri Paesi. I volontari sono costretti a rientrare perchè in unasituazione di insicurezza il non essere riconosciuti e quindi tutelati dalla legge italiana fa veniremeno i presupposti minimi per lavorare. E’ assurdo che per lo Stato italiano questi volontari’non esistano’ mentre la loro opera é preziosa per contribuire alla ricostruzione di quel Paese.Diventa sempre più urgente una nuova legge che prenda in considerazione la realtà e le vereesigenze di chi lavora quotidianamente sul campo”.Sempre oggi la Caritas di Roma rende noto che “a partire dal 24 marzo, renderà disponibilipresso le sue strutture 50 posti letto per profughi albanesi” così da “non lasciare sole leCaritas diocesane della Puglia nell’affontare l’emergenza”. A questo scopo, la Caritas invita”parrocchie e istituti religiosi della città a mettere a disposizione” le proprie strutture “pergiungere almeno a 200 posti letto”.