Albania: la testimonianza di tre suore italiane rimaste a Durazzo

L’Agirt,l’Agenzia di informazioni religiose delle diocesi del Nord-Est, è riuscita oggi a contattaretelefonicamente Suor Cecilia, una delle tre suore benedettine rimaste a Durazzo per tenereaperto un Istituto, alla periferia della città, la prima scuola cattolica d’Albania. “Cerchiamo diresistere – ha detto suor Cecilia – ma c’è tanta paura. Noi suore, comunque, siamo rimastetutte qui.E’ un momento molto difficile, ma, finchè potremo, resteremo; anzi, faremo il possibile perriprendere al più presto la scuola”.Suor Cecilia parla anche del “grande aiuto fornito da chi è legato alla scuola: i genitori, ibambini stessi, le insegnanti vengono in continuazione per vigilare che all’Istituto non succedaniente. Infatti, abbiamo anche ricevuto delle minacce.Questa ‘vigilanza’ ci dà tranquillità. E’ commuovente vedere i bambini che vengono a vederese la scuola è ancora in piedi. Comunque, la paura più grande è quella del brigantaggio che siè scatenato e non rispetta neppure le persone più indifese”.L’istituto che porta il nome del vescovo martire albanese Vincence Prendishi è stato costruitoper volontà delle suore della Divina Provvidenza di Voghera, e, fino alla settimana scorsa,ospitava oltre 600 scolari delle elementari e delle medie.