Veca: “Guai se si ‘azzera’ il senso della storia”

E’ quanto scrive SalvatoreVeca, nell’editoriale dell’ultimo numero di Letture delle Edizioni San Paolo, in uscita in questigiorni. “Noi siamo un tipo di esseri per i quali la storia è importante”, incalza il filosofo: “Un tipodi esseri che hanno interesse per l’esplorazione del tempo che è alle loro spalle. In altritermini, sembra che noi abbiamo bisogno di storia. E impegnarsi nel fare storia e nelcomunicare l’esito del nostro fare storia ad altri serve a soddisfare questo bisogno”. Per Veca,”il fare storia o il disporre di storia è la risposta costruttiva all’incertezza. Disponendo dellastoria o di una storia, noi estendiamo l’ombra del passato sul presente”, e, “cosa a prima vistasorprendente, l’ombra del futuro sul presente”. La storia è dunque un’occasione di”interpretazione e reinterpretazione” della nostra identità. Basta pensare, conclude il filosofo, aquel disagio “che noi possiamo avvertire quando, nella più vasta cerchia sociale o nella vitapubblica, le risorse della memoria si contraggono e, come si usa dire, il senso della storiaevapora sino quasi ad azzerarsi”.