E’ quanto si osserva sull’ultimo numero dell’Agenzia MigrantiPress, a cura dellaFondazione Cei Migrantes. Prendendo spunto dalla ricorrenza, nei giorni scorsi, del 16°anniversario della morte di S. Ambrogio, vescovo di Milano, Migrantipress richiama “unostralcio dell’opera ‘De Officiis’, in cui Ambrogio, di formazione e cultura romana, offre un codicedi comportamento romano ma di marca evangelica. Il vescovo non se la prende con i suoidiocesani, ma, con ragionamenti elementari e frasi ad effetto, li invita a rivedere il loroatteggiamento e a non fare degli immigrati i capri espiatori dei loro malanni”.”Non si devono approvare – scrive Ambrogio – quelli che non ammettono forestieri in città.Cacciarli, poi, proprio nel momento in cui li si dovrebbe aiutare, troncare le relazioni di vita giàiniziate, non volere in tempo di carestia condividere gli aiuti necessari, è immorale. Lamisericordia non va mai in passivo, anzi essa è proprio il migliore investimento”.”Eppure – si osserva su Migrantipress – anche nel 1997, a sedici secoli di distanza, in unacerta Milano bene e in altre cento città si continua a gridare ‘Fuori lo straniero’. Ma,probabilmente, non è lontano il giorno in cui pregheremo questi stranieri di venire in casanostra perché da soli non ce la faremo più”.