E’ stata presentataquesta mattina, nel corso del convegno sulla “Vita consacrata” organizzato dalla Cei,un’inchiesta sull’insegnamento della teologia e della spiritualità nelle principali UniversitàPontificie e Facoltà teologiche italiane. L’inchiesta ha preso spunto dall’invito, contenutonell’Esortazione post-sinodale “Vita consecrata”, ad approfondire la conoscenza reciproca trareligiosi e clero diocesano attraverso una formazione comune. La ricerca è stata condotta dapadre Agostino Montan della Pontificia Università Lateranense inviando un questionario adocenti e presidi delle Facoltà di teologia.Dalle risposte emerge soprattutto il disagio per una formazione teologica troppo frammentata.Al futuro prete, spiega Montan, si chiede di “saper fare di tutto nella comunità cristiana:insegnare, santificare, governare”. Ma in questo modo non si “favorisce la sintesi,indispensabile per la formazione”. Perciò teologi come Dianich, Franchini, Muratore, lo stessoMontan, propongono di riformare i curricula di studio delle Facoltà teologiche cercando difavorire una formazione comune tra sacerdoti, religiosi, suore e anche laici che, sempre piùnumerosi, si accostano agli studi teologici.