Pier PaoloDonati, docente di sociologia presso l’Università di Bologna, lo ha sostenuto oggi nel corso diuna conferenza stampa organizzata a Roma per presentare i primi quattro volumi della nuovacollana “Le ‘Centoparole'” delle Edizioni San Paolo, tra cui “Il lavoro rende santi”, antologia delpensiero di Josèmaria Escrivà.”La crisi del welfare state – ha detto Donati – evidenzia due aspetti: in primo luogo in futuro nontutti avranno un lavoro nel senso tradizionale del termine di lavoro fisso per tutta la vita. Tutto ilnostro welfare state è poi basato sulla struttura del mercato del lavoro. Se una persona è fuoridal mercato del lavoro, è studente o casalinga o disoccupato, non ha posto nel welfare. Questidue fattori fanno sì che si debba passare ad un concetto di lavoro inteso come attivitàsocialmente utile, utile per la collettività. Pensiamo al lavoro nel terzo settore”.”In questi giorni – ha continuato Donati – è in atto la stesura del decreto che riguarda le Onlus,le organizzazioni non lucrative di utilità sociale. Purtroppo una serie di forme associative diterzo settore, come ad esempio le associazioni familiari, non verranno riconosciute comeOnlus, perdendo gli sgravi fiscali. Così non viene riconosciuto il carattere di lavoro delle attivitàsocialmente utili che queste associazioni svolgono”.