Age: l’educazione è anche un problema politico –

Il rischio dell’odierna societàè che soprattutto i giovani si perdano nella molteplicità delle prospettive etiche, ritrovandosi”senz’anima”. Pertanto c’è l’urgenza di unire le forze delle famiglie e della scuola perchè siapossibile “ridare un’anima alla società”. Sono questi i motivi di fondo del 3° convegno diprimavera dell’A.Ge., in corso a Salsomaggiore. Il convegno intende approfondire ladimensione europea della politica scolastica. Come spiega al Sir la presidente onorariadell’associazione, Angela Crivelli, l’aspetto interessante sarà il confronto tra i risultati emersidal concorso sul tema “Vado a scuola perchè …” realizzato contestualmente in Italia, Spagnae Svezia dalle rispettive A.Ge. nazionali. “Ciò che emerge è che la famiglia oggi considera lascuola come una ‘risorsa’ nell’educazione dei ragazzi, ma spesso non avviene viceversa.Occorre allora stipulare un ‘contratto formativo’ in cui anche i genitori siano partecipi eprotagonisti dell’educazione, e non semplicemente ‘utenti'”. Ai lavori partecipano studiosi edocenti italiani e stranieri. Insieme al presidente nazionale dell’A.Ge., Richiedei, parleranno tragli altri Luciano Corradini, Salvatore La Rosa, Luigi Pati e interverranno anche i pedagogistiche hanno coordinato le ricerche in Svezia e Spagna. “L’educazione – dice ancora la Crivelli -è da considerarsi un problema pedagogico che diventa politico. Di questo dobbiamo essereconsapevoli in Italia, mentre si sta impostando la riforma della scuola”.