Questi inumeri della crisi nella regione dei Grandi Laghi, secondo quanto ha riferito don Elvio Damoli,direttore della Caritas italiana, aprendo oggi, a Roma, l’incontro “Burundi – Balcani d’Africa,metafora del nostro tempo”. “Quello che sta accadendo – ha detto don Damoli – non lasciapresagire nulla di buono. Tra dicembre ’96 e gennaio ’97 sono rientrati in Ruanda oltre unmilione di rifugiati. Questo ha fatto salire la tensione con un’escalation di violenza erepressione che ha colpito anche gli stranieri – 3 volontari spagnoli, 1 canadese, 5 osservatoriOnu – oltre a un imprecisato numero di ruandesi, circa 6.000″. Così, si è venuta sviluppando”una vera e propria guerra civile con violenze indirizzate solo contro i civili”.Nel corso dell’incontro sono state presentate alcune proposte di intervento per risolvere lacrisi: “Informare i capi politici di ogni fazione sulla posizione della comunità internazionale;mantenere contatti aperti non solo tra opposizione e maggioranza ma anche all’interno di ognigruppo; la comunità internazionale dovrebbe aiutare i Paesi della regione a iniziare unatrasformazione verso regimi politici tolleranti; incrementare l’aiuto economico; alleviare il pesodelle sanzioni e sostenere l’invio di forze dell’Onu e dell’Organizzazione per l’Unità Africana(Oua) nella regione”.