Migrantes: i profughi albanesi hanno dignità come le altre persone

“I dirittifondamentali della persona sono identici per tutti e non privilegio riservato a pochi”. E’ quantoafferma mons. Alfredo Maria Garsia, vescovo di Caltanissetta e Presidente della FondazioneCei Migrantes, in un editoriale del prossimo numero della rivista ‘Migrantipress’, commentandola vicenda degli albanesi profughi nel nostro Paese. “Siamo stati in tanti, in troppi a lanciare laprima pietra”, scrive mons. Garsia ricordando “agli italiani che questi esodi e fughe di massa,con disastrose traversate di oceani e naufragi, sono stati nostro patrimonio nazionale, sino aquasi un decennio fa. Si stanno usando dunque due pesi e due misure; non si può accettareche venga tacciata da criminale o avventuriera una massa di disperati e, anche nel caso chevenissero imbarcati donne e bambini come scudo umano, non si può infierire contro questecreature innocenti; e ancora, un legittimo controllo delle acque non può trasformarsi in unatrincea marittima che tolga di fatto facoltà garantite dal diritto internazionale; tanto meno si puòaccettare che personaggi politici di alto livello dichiarino che quei fuggiaschi vanno gettati inmare. Grazie a Dio – osserva il vescovo – a controbilanciare questo bassofondo di cultura stal’imponente testimonianza di istituzionali ecclesiali e gruppi di volontariato che con un serviziosilenzioso, tempestivo, tenacemente costante, anche in condizioni proibitive, sono solidali conquesti fratelli”. Ma “queste forze possono integrare, non sostituire, l’opera delle PubblicheIstituzioni. Solo una forte e concorde volontà dei pubblici poteri e di tutti i cittadini, in primoluogo dei credenti, potrà lasciare intravedere anche per i fratelli” albanesi “una Pasqua diliberazione”.