Gli ebrei commemorano la Shoà

Il 4 maggio le comunità ebraichecommemorano la Shoà, l’olocausto. Questa ricorrenza “riveste un enorme significato” ancheper i cristiani, che sono chiamati ad “un profondo esame di coscienza per tutto ciò che èavvenuto nei campi di concentramento e di sterminio durante la seconda guerra mondiale”,afferma padre Innocenzo Gargano, membro del Segretariato Cei per l’ecumenismo e il dialogoe da molti anni impegnato nel dialogo con gli ebrei. “L’olocausto – prosegue p.Gargano, inun’intervista che sarà pubblicata sul prossimo numero del Sir – rappresenta il punto di arrivo diuna ‘catechesi del disprezzo’ promossa dai cristiani nei confronti degli ebrei a partire dal 70dopo Cristo. Dopo Auschwitz, i cristiani hanno cominciato a capire che bisognava rileggere inmodo nuovo la storia dei rapporti con gli ebrei e in modo più critico anche la propria storia”. Ilcongresso internazionale sull’antigiudaismo, in programma in Vaticano nell’autunno prossimo,ad avviso di padre Gargano “contribuisce a creare un clima favorevole al dialogo e allacomprensione dell’altro. Aiuta a capire che la fede dell’altro è altrettanto importante quanto lapropria”. Inoltre, l’anno in corso, che la Chiesa cattolica dedica all’approfondimento dellaBibbia in preparazione al Giubileo, deve essere occasione per “puntare al recupero dell’AnticoTestamento. Solo così – afferma il monaco – potremo avere uno sguardo complessivo sullastoria della Salvezza ed essere molto più comprensivi nei confronti dei nostri fratelli maggiori”.