La Federazione italiana deisettimanali cattolici (Fisc) critica il decreto del Ministero delle Poste che aumenta le tariffe dispedizione postale. In base alla legge finanziaria, le tariffe postali dovevano essere adeguateal tasso di inflazione programmato (2,5%). Ma, fa notare mons. Duilio Corgnali, presidentedella Fisc, “l’aumento è stato calcolato sulla tariffa base e non su quella agevolata”. Inoltre,sono state previste restrizioni sugli sconti e non è nemmeno stato preso in considerazione “losconto tariffa ‘per decentramento’ regionale e provinciale”.Di conseguenza, fa notare Corgnali, “i nostri giornali passano da lire 105 alla copia di oggi(sconto per quantità e sconto per decentramento) a lire 219 (oltre 20 mila copie) o 247 (oltre10 mila copie) o 274 (oltre 2 mila copie), con un aumento di oltre il 135%. Per non dire dellafascia sotto le 2 mila copie, costretta ad un aumento di oltre il 400%”.Ad avviso del presidente della Fisc, “questo decreto è illegittimo, perché non rispetta quantostabilito dalla legge finanziaria, che aveva fissato l’aumento delle tariffe agevolate a non piùdel 2,5%”. Pertanto la Fisc chiede al Governo di “ritirare il decreto” e mentre si riserva dimettere in atto “tutte quelle iniziative che riconducano nella legalità il provvedimento”.