“Il pensiero diGramsci non è capace di dare adeguata fondazione delle libertà individuali”. E’ quanto affermaEvandro Botto, docente di filosofia all’Università Cattolica di Milano, che è intervenuto oggi, aComo al dibattito sul tema ‘Gramsci ha vinto?!’, promosso dal Centro culturale Paolo VI. Botto,analizzando il pensiero di Gramsci, osserva che esso “individua nel lavoro della società civilela via attraverso la quale il proletariato può acquistare piena coscienza di sé per giungere alpotere politico. Questo lavoro però è possibile grazie a due soggetti: l”intellettuale organico’,che condivide i problemi e i bisogni delle masse popolari e si sforza di darne un’elaborazione eun’interpretazione coerente, e il partito che, nel suo insieme, tende a proporsi comel’intellettuale organico per eccellenza. E’ il partito il termine ultimo cui riferirsi per distinguere ilbene dal male. E’ abbastanza agevole, a questo punto, intuire le conseguenze dellariflessione gramsciana. L’esito globale è quello di una visione immanentistica e relativistica, incui non c’è posto per l’affermazione della trascendenza e neppure per il riconoscimento delledignità sostanziale del singolo uomo. L’unico criterio di verità sembra essere il successo dellaprassi politica. La filosofia gramsciana implica” quindi “un ateismo e un laicismo assoluti, maciò non significa che si debbano combattere direttamente i cristiani, occorre farli rientrare neldisegno egemonico del partito; per questo, occorre far leva sui conflitti interni al mondocattolico”.