La Caritas Italiana lancia un appello per lo Zaire

E’ in atto un “carosello degliinviati speciali, mentre la gente muore e il business dello sfruttamento minerario continua”. E’quanto osserva la Caritas Italiana, in merito alla situazione in Zaire. La Caritas chiede “che leforze politiche italiane, il mediatore europeo Aldo Ajello e tutte le istituzioni coinvolte neldelicato negoziato non dimentichino la vita di queste decine di migliaia di rifugiati rwandesi epongano finalmente condizioni chiare per la loro sicurezza e protezione. Le strutture dellaChiesa zairese e missionaria confermano la disponibilità a collaborare all’allestimento di campidi raccolta protetti, da cui iniziare eventualmente le operazioni di rimpatrio, nel rispetto delladignità e della libertà delle persone”.La Caritas richiama l’attenzione sulle “immagini-shock diffuse” nel mondo “dalle telecamere:cadaveri di uomini, donne, bambini, morti di stenti e di machete, coperti di mosche, nelladesolazione di improvvisati campi di raccolta”. La Caritas, presente nella Regione dei GrandiLaghi dal 1994, ricorda di “avere dato l’allarme, insieme da Amnesty International”, già inpassato, “ma allora le diplomazie di tutto il mondo consideravano ‘rientrati tutti i rifugiatirwandesi dallo Zaire’. Solo dopo diverse migliaia di morti silenziose, la comunità internazionaleha tentato di fare qualcosa. Oggi l’operazione di rimpatrio è ostacolata dal colera e daimassacri che si susseguono nei campi di raccolta improvvisati e non protetti dalle Agenzieumanitarie dell’Onu”.