“Siamo stati convocati quidalla Madre, da Maria, per stare vicini al figlio che ha più a cuore, Giovanni Paolo II, in unmomento difficile, mentre si reca a Sarajevo, nei Balcani, zona che da sempre rappresentauna sorta di ‘cerniera’ tra Oriente ed Occidente”. E’ quanto ha detto mons. Angelo Comastri,Arcivescovo delegato pontificio di Loreto, rivolgendosi ai giovani riuniti in questi giorni a Loretoper una settimana di preghiera in vista del viaggio del Santo Padre a Sarajevo. La settimana sisvolge a Loreto anche in ricordo del pellegrinaggio dei giovani d’Europa del 9 e 10 settembre1995. “Tanti giovani italiani erano venuti qui – ha ricordato don Domenico Sigalini,responsabile del Servizio Nazionale di pastorale giovanile – perché quella famosa pace dietrol’angolo di cui ci si illudeva dopo la caduta del muro di Berlino si era rivelata ancora una voltauna meta lontana”.Nel corso dell’incontro, si è ricordato che, con le offerte fatte dai giovani partecipanti alpellegrinaggio che rinunciarono ad un pasto, è stato realizzato un centro giovanile in unaparrocchia di Sarajevo. Nell’occasione, è stata anche presentata la ‘Bandiera della Pace’, natada un’idea di Ernesto Olivero del Sermig che, realizzata dall’Agenzia Armando Testa, è statadonata al Santo Padre, oltre che al Santuario di Loreto.