Comunità cristiana e risposte al disagio mentale

Un dossier con interventidi psichiatri, operatori sanitari, volontari della pastorale della salute: è quanto il settimanale “LaVoce dei Berici” della diocesi di Vicenza ha pubblicato sul tema del disagio mentale di fronteall’incremento dei casi registrati sul territorio e al problema della chiusura dei manicomi.Secondo il vescovo mons. Pietro Nonis, occorre dare vigore alle Caritas parrocchialiattraverso la preparazione specifica di laici sensibili e disponibili. Don Oreste Benzi, presidentedella Comunità Giovanni XXIII che gestisce numerose case nel vicentino, propone disostenere più da vicino le famiglie che hanno persone disturbate mentali affiancando lorofamiglie d’appoggio, oltre che di allargare l’accoglienza dei “bordeline” nelle famiglie normali,specie in quelle di insegnanti, medici e operatori sanitari. La Commissione della Caritasincaricata di studiare il problema prospetta di abolire le “feste per l’ammalato” incrementandole “feste per tutti” in cui si invitino pure i malati e disturbati mentali, come pure di formare legiovani coppie al matrimonio prevedendo apposite lezioni sul tema del disagio mentale.Un’altra ipotesi è di rendere disponibili le case canoniche che si dovessere liberare per viadella diffusione di “unità pastorali”, tramutandole in piccoli centri di accoglienza dei disagiatipsichici, assistiti da animatori appositamente preparati.