Mons. Monsengwo: “Nello Zaire, la Chiesa è chiamata ad essere accanto al popolo”

“Nello Zaire, la Chiesa è chiamata ad essere accanto al popolo per difenderlo, svolgendo la sua missione profetica a tutela dei più piccoli e dei piùpoveri”. E’ quanto afferma, in un’intervista sul prossimo numero del Sir, l’Arcivescovo diKisangani, mons. Laurent Monsengwo che, con la nomina a Presidente del Parlamento ditransizione, è chiamato a portare il Paese dalla dittatura di Mobutu verso un regimedemocratico. “Mi si chiede – afferma mons. Monsengwo – di assumere un ruolo di mediatorenel conflitto in atto, ma non posso decidere da solo: devo consultare la Conferenza Episcopalee la Santa Sede”. Mons. Monsengwo sottolinea comunque che, “nell’immediato, bisognaristabilire la pace” nel Paese “e poi avviare i negoziati. I principi e le regole che dovrannoguidare il Paese sono contenuti nella Costituzione: non si potrà risolvere nessun problemanello Zaire senza ricorrere ad essa. La seconda priorità è quella di educare la popolazione allademocrazia, perché questa non si manifesta solo andando a votare; essa è un sistema in cuila legge tutela i diritti di ognuno e la Costituzione è sovrana. A garantire l’equilibrio dellasocietà servono anche le forze civili, i sindacati, i mass media, gli studenti…. L’obiettivo dimedia e lunga scadenza per la Chiesa è di formare la gente”. Mons. Monsengwo sottolineache non accetterà l’incarico, “se non ci saranno garanzie nazionali ed internazionali per ilrispetto delle regole democratiche, o se qualcuno dei contendenti vorrà imporre il propriopotere. Offrirò il mio aiuto solo se le forze coinvolte si impegneranno a rispettare quandodeciso nella Conferenza Nazionale e quanto scritto nella Costituzione”.