“Il segreto culturale di S. AlfonsoMaria de’ Liguori è dovuto al fatto che il suo non è un linguaggio erudito ma un colloquiomeditato e ragionato, un discorso vero e sincero, un richiamo a ciò che è più giusto, più puro,più pacifico, più santo, una comunicazione fatta con il cuore”: così scrivono i Vescovi campaninella lettera pastorale per ricordare il III centenario della nascita del santo che fu molto vicinoin particolare ai tanti poveri e derelitti della sua epoca. Riferendosi all’impegno per la nuovaevangelizzazione e in particolare al “progetto culturale” della Chiesa italiana, i vescovicampani sottolineano che “sant’Alfonso è stato maestro di discernimento culturale”, partendonella sua azione “dagli ultimi e dagli abbandonati, ritrovando così il linguaggio, prospettive,sottolineature che permettano loro di incontrare l’autentico volto di Cristo”. Per questo nellalettera i Vescovi affermano anche che “il progetto culturale che siamo chiamati oggi arealizzare va fatto dalla stessa angolatura, perchè è l’angolatura stessa di Dio”. Occorre,aggiungono, “andare a coloro che si sono allontanati, incontrarli, dialogare, annunciare… Soloattraverso un incessante andare verso coloro che di fatto restano ai margini, ci ripetesant’Alfonso, l’evangelizzazione resta fedele al Redentore”.