Nel mondo ci sonopiù di duecento milioni di bambini lavoratori: a casa e nei campi, in piccole industrie e officine,nelle miniere, nelle concerie, per le strade, di giorno e di notte. La denuncia arriva dalla Poim,la Pontificia opera infanzia missionaria. I bambini lavorano 16 ore al giorno per una media di100 lire al giorno. Sono trattati in modo disumano: costretti a vivere in ambienti malsani e acontatto con sostanze nocive.In una conferenza stampa all’Università Urbaniana di Roma, la Poim ha presentato l’iniziativa”Colora il mondo, porgi la tua mano”. Alcune scuole italiane hanno affrontatoil tema del lavorominorile proponendolo come itinerario educativo. I ragazzi di due istituti, la media “AnnaFrank” di Monduria (Taranto) e la “Cotignola” (Ravenna), hanno “recitato” le cifre dellosfruttamento, la geografia dei Paesi più accaniti nell’impiego dei piccoli lavoratori. “La loro – cidice suor Maria Teresa Crescini, segretaria nazionale Poim – non è una crociata per togliere ibambini dal lavoro: in Asia, ad esempio, quasi sempre è il bambino a sorreggere la famiglia.La linea che gli studenti italiani suggeriscono è quella stessa della Poim: lasciamo che iragazzi lavorino, ma in un ambiente dignitoso e con tutti i diritti di un lavoratore-bambino:tempi di svago, di recupero scolastico e soprattutto un salario giusto”. Mons. Enzo Serenelli,direttore nazionale delle Pontificie opere missionario, ha precisato che l’impegno contro losfruttamento del lavoro minorile è in linea con il principio che “l’evangelizzazione non puòessere divisa dalla promozione umana”.All’incontro, coordinato da mons. Claudio Sorgi, sono intervenuti anche i direttori Pom di India,Pakistan, Perù, Bolivia e Bangladesh, presenti a Roma insieme ad altri 120 colleghi uncontributo di 3 milioni di dollari, raccolti dai bambini con la vendita di stelle autoadesive dellacampagna “Comete di simpatia”, è già pervenuto al fondo di solidarietà p er l’attivitàmissionaria nel mondo.