La Fisc annuncia un ricorso al Tar contro i decreti sulle tariffe postali

La Fisc(Federazione italiana dei settimanali cattolici), il Consis (Consorzio italiano serviziinformazione settimanali) e l’Uspi (Unione stampa periodica italiana) contestano le decisionidel Ministero delle Poste e dell’Ente Poste di aumentare le tariffe di abbonamento postale finoal 400% e preannunciano di ricorrere alla “giustizia amministrativa”. “Un tempo, – ricorda laFisc – un certo regime, per mettere a tacere la libera opinione, chiudeva i giornali usando lacensura o appiccando il fuoco alle tipografie. Oggi, per lo stesso scopo, ci si avvale delle tariffepostali”.Ad avviso della Fisc, “il Ministero delle Poste ha inteso punire soprattutto i periodicid’informazione locali, facendo scomparire lo sconto massimo per le spedizioni sotto le 20 milacopie e non considerando neppure quelle sotto le 2 mila copie. In ciò contraddicendo lecondizioni vigenti e contravvenendo allo spirito e alla lettera della legge finanziaria”. La Fiscrileva che “questa operazione di rialzo delle tariffe escogitata dal Ministero, con riferimento aisettimanali della Fisc, ha un costo di 7 miliardi. Niente in confronto alle centinaia e forsemigliaia di miliardi di perdita delle Poste. Ma sufficienti per la chiusura dei nostri settimanali”.Mentre, nota ancora la Fisc, il decreto ministeriale “ha privilegiato i gadget” e “i cataloghi divendita per corrispondenza”.