E’ un servizio nuovo che alcunilaici, in tutta Italia, si impegnano ad offrire alla comunità ecclesiale. Si tratta di singole personeche nelle diocesi italiane segnaleranno alle testate cattoliche locali e nazionali iniziative, storie,testimonianze vive dalle diverse comunità, associazioni, movimenti. Saranno poi i giornalisti adecidere se approfondire le segnalazioni ed eventualmente trasformarle in notizie pubblicabili.I volontari dell’informazione ecclesiale sono stati metaforicamente chiamati “antenne”, perchéè stato loro affidato il compito di captare e ritrasmettere “segnali” dal territorio. Cinque realtàdel mondo cattolico impegnate nei mass media (Avvenire, Sir, News Press, Corallo, Fisc)hanno riunito circa duecento di queste “antenne” ieri, 1° maggio, a Roma, per spiegare come”segnalare” gli eventi ecclesiali più significativi del proprio territorio e come sollecitare leproprie comunità a “raccontarsi”.”Come le antenne della tv – ha detto il presidente della Cei, card.Camillo Ruini, rivolgendosi ai”volontari dell’informazione” – negli anni Cinquanta e Sessanta hanno contribuito ad unificare ilPaese sul piano del linguaggio e di uno stesso universo simbolico, così voi potete offrire uncontributo di tutto rilievo per dare al Paese un’immagine reale, positiva, simpatica delle nostrecomunità ecclesiali e della Chiesa italiana nel suo complesso” (segue)