Nasce il “volontariato della comunicazione” (2)

“C’è spesso una distanzatragica – ha notato il card. Ruini, intervenendo all’incontro nazionale dei “volontaridell’informazione” ecclesiale – tra ciò che viene rappresentato dai media e la vita della gente, isuoi sentimenti, i suoi linguaggi, le sue aspirazioni”. A questa nuova categoria di “volontari”spetta il compito di “alzare la soglia critica e insieme di ‘costringere’ il mondo dei media a fare iconti con la realtà effettiva delle persone, delle famiglie e delle comunità”. Ad avviso delcardinale, “il cattolicesimo contemporaneo sembra afflitto talvolta da una sorta di complesso diinferiorità, di inattualità. A noi il compito di dargli forza rappresentativa, capacità di contagiopositivo”.Il card. Ruini ha auspicato che da questo “primo nucleo” di “volontari” possa nascere “un piùvasto movimento di volontariato culturale e comunicativo” che si impegni “nelle parrocchie enelle diocesi e che abbia nella comunità ecclesiale la stessa dignità di ogni altra forma divolontariato (catechistico, caritativo, sportivo)”. D’altra parte, ha spiegato il cardinale,”vogliamo che la capacità di comunicare appartenga non ad una ristretta élite di esperti, ma atutta la comunità cristiana: deve diventare attitudine di ogni battezzato consapevole”.Rivolgendosi infine ai “volontari dell’informazione”, Ruini ha concluso: “Voi ‘antenne’ sieteChiesa in missione. Siete a servizio della nuova evangelizzazione e del progetto culturale”.