E’ quanto afferma donAlessandro Dussin, parroco in diocesi di Treviso, in un’intervista che sarà pubblicata sulprossimo numero del settimanale la ‘Vita del Popolo’. “Non è vero – afferma don Dussin – cheai ragazzi non interessa la Bibbia: le storie di Giona, Mosè o Davide sono molto più avvincentidi quelle di tanti eroi moderni. I ragazzi e molti adulti – osserva don Dussin – vengono agliincontri con la loro Bibbia, ognuno ha il suo libro e impara a conoscerlo con grande passione.D’altronde, la Bibbia dovrebbe essere il ‘libro normale’ del cristiano”.Secondo il parroco con questa esperienza “è cresciuta la conoscenza della Bibbia e ciò chesorprende è la riscoperta, lo stupore con cui molti adulti si accostano alla Sacra Scrittura,ritrovandovi realtà di una vivacità e attualità insperata”.Accanto ad iniziative specifiche, dice don Dussin “sarebbe importante recuperare molto di piùla Parola di Dio nelle attività parrocchiali che già facciamo: la catechesi, le pratiche di pietà, icampi-scuola. Spesso, invece, sembra che si usi la Bibbia solo come supporto delle attività inuna pastorale troppo frammentata e che rischia di perdere ciò che è più importante: la Paroladi Dio”.