E’ quanto risultada un’inchiesta del Consiglio diocesano dei laici della colonia, rilanciata dall’Agenzia StampaFides; il 1° luglio 1997, infatti, il territorio di Hong Kong passerà sotto la giurisdizione cinese,dopo 150 anni di governo coloniale inglese. Dall’inchiesta, svolta su un campione di 1.200persone, risulta “che il 47,8% degli intervistati rifiuta il governo cinese, mentre solo il 35,3% èfavorevole e il 16,9% non ha opinioni in proposito”. A non accettare il governo di Pechino”sono soprattutto i cattolici al di sotto dei 45 anni. L’80,3% degli oppositori è motivato dallacorruzione esistente nel governo e nella burocrazia cinese. Tra le altre ragioni, vi sono lasoppressione dei diritti umani e della libertà (74,8%) e la soppressione della democrazia edello Stato di diritto (66,4%). Ciononostante, il 62,2% degli intervistati sostiene che la Chiesadi Hong Kong debba mantenere i contatti con il governo cinese, mentre il 21,7% richiedepersino una stretta collaborazione tra i due. Solo l’1,8% considera un rapporto tra Chiesa eCina non necessario e l’88,4% ritiene che l’educazione cattolica potrà continuare nelle scuoleanche dopo il primo luglio. Nel caso che la politica sociale del futuro governo entri in conflittocon la posizione della Chiesa, il 50% degli intervistati afferma che sarebbe incline a sostenerele richieste della Chiesa; il 79,5% ritiene inoltre che “la diocesi dovrebbe fornire alcune lineeguida ai cattolici su temi quali l’educazione, il rafforzamento delle fede e fronteggiare il nuovoregime”. I cattolici di Hong Kong sono 250.000 su una popolazione di 6,2 milioni di abitanti.