Nota settimanale (3)

“Siamo alla radice del carattere degli italiani, ricchi difantasia, ma refrattari a qualunque vincolo. Bisogna valorizzare il primo aspetto, e disciplinareil secondo. Insomma, ancora una volta, riuscire a fare sintesi. La sintesi non è ilcompromesso, è invece la capacità di trovare soluzioni innovative e concrete. E’ quanto l’Italiaoggi si trova a fare, in tempi che sembrano sempre più stretti.Sollecitando ad un impegno nuovo, che sappia svolgersi fuori dai vecchi schemi, il Papa haesortato i cattolici ad “una fede che sappia tradursi in opere”. Si tratta di dimostrare con leopere (oltre che con le idee chiare) che la “soggettività della società” non è semplicementeuna formula, bella e un po’ difficile, ma è un tessuto di vita, di realizzazioni, di impegno.Si arriva così a due incroci che il Papa continuamente tiene a sottolineare, quello tra la storiaed il futuro e quello tra l’Italia e l’Europa. Giovanni Paolo II crede che i cattolici nel nostroPaese abbiano un compito insostituibile per rendere sempre migliore la società. E credeanche che l’Italia, proprio per le sue radici e la sua storia cristiana, abbia un ruolo decisivo inEuropa. Dalle sue parole traspare certo preoccupazione, ma anche la fiducia che, in unmomento importante, possano essere fatte le scelte giuste”.