In vista della presentazione del disegnodi legge quadro sul riordino dei cicli scolastici, proposto dal ministro della pubblica istruzioneLuigi Berlinguer, l’Unione cattolica italiana insegnanti medi (Uciim) interviene con alcunisuggerimenti. Anzitutto, ad avviso dell’Uciim, piuttosto che parlare di “diritto all’istruzione” deigiovani, è meglio parlare di “diritto alla formazione”, comprendendo in questa anche “unorganico progetto di formazione professionale”. Quanto al riordino dei cicli, che abolirebbe lascuola media inferiore, l’Uciim ribadisce che, al contrario, è necessario “un rafforzamento euna flessibilizzazione dell’offerta formativa della scuola media”.”Nel progetto ministeriale – notano gli insegnanti cattolici – scompare una scuola, la media,concepita per una specifica età della vita, a cui la tradizione italiana ha dedicato attenzione ecura più di altri paesi europei e che costituisce un contenitore originale di un progettopedagogico esteso quanto un’età specifica, l’adolescenza appunto, irriducibile all’infanzia ealla giovinezza”. Secondo l’Uciim, “il terzo biennio del ciclo primario rappresenta unimpoverimento rispetto a quanto si può fare in uno specifico corso di scuola media, triennale oquadriennale”. Mentre resta “squilibrato il percorso secondario superiore che risulta ridotto adun solo biennio”, perché l’ultimo anno è dedicato all’orientamento universitario.