Introducendo ilavori del congresso, il cardinalle Miloslav Vlk, presidente delle Conferenze episcopli europeenonché arcivescovo di Praga, ha affermato che “la priorità delle priorità per la vita della Chiesain Europa, anche in ordine alle vocazioni, non può non essere quella di una rinnovata elimpida scelta di Dio”. Ciò vale anche e sopratutto per i popoli d’Europa. “Popoli d’Occidente -ha spiegato Vlk – che da anni vivono in una società dell’informazione e del benessere, che hainvaso la mente e i cuori di tanti ed ha offuscato il loro sguardo… Popoli dell’Est europeo che,dopo neanche dieci anni di libertà, hanno visto infrangersi molti dei loro sogni e sono tuttoraprofondamente segnati dalle piaghe che hanno lasciato 40 anni e più di un regime di ateismo.Popoli dei Balcani, i cui cuori sono feriti dalle conseguenze dell’odio e della guerra e chesembrano, a volte, vivere sull’orlo dell’abisso”. Ai popoli d’Europa s’aggiungono le “masse deigiovani – ha osservato Vlk – alla ricerca di ideali, ma il più delle volte nutriti soltanto di fugaciemozioni offerti da una superficiale cultura del divertimento, figli senza padri e, non di rado,senza futuro”. “E’ davanti a queste folle – ha aggiunto l’arcivescovo di Praga – che anche oggiGesù si commuove”. “E noi siamo qui – ha concluso – perchè questi sentimenti di Cristo sonoanche i nostri”.