Caritas: il referendum ha strumentalizzato l’obiezione di coscienza

E’ quantoaffermano i responsabili della Caritas Italiana in un comunicato stampa diffuso oggi e relativoal referendum sull’obiezione di coscienza, su cui gli italiani sono chiamati ad esprimere lapropria opinione domenica prossima. “Qualora vincessero i ‘sì’ – si legge nel comunicato -sarebbe possibile dichiararsi obiettore al di là dei limiti attualmente imposti; praticamente, sipotrebbe obiettare avendo già ricevuto la cartolina-precetto o addirittura a servizio militareiniziato. Coloro che si dichiarassero obiettori in ritardo dovrebbero comunque percorrere tuttol’iter attualmente in vigore prima dell’assegnazione; quindi la possibilità di formazione e ditirocinio pre-servizio non subirebbe nessuna penalizzazione. Votare ‘sì’ – secondo la Caritas -significa dunque incentivare maggiori opportunità per i giovani. Votare ‘no’ può significarel’accettazione della necessità che ogni libertà personale faccia i conti con un minimo diorganizzazione statale e burocratica”. Per questo, la Caritas, pur nel rispetto di questeconsiderazioni, preferisce “attribuire un peso prevalente alle ragioni dell’obiezione. E’ certod’altra parte che sia gli obiettori che gli enti di servizio civile non avevano bisogno di questoreferendum ma di una riforma della legge 772, vecchia di 25 anni. L’iniziativa referendaria hachiaramente strumentalizzato l’obiezione ma, d’altra parte, sperare che non si raggiunga il’quorum’ non sembra possa aiutare la crescita della democrazia”.