Centro di Bioetica: i rischi della fecondazione artificiale eterologa

Lafecondazione artificiale eterologa, ovvero con l’uso di un elemento estraneo alla coppiarichiedente (spermatozoi, cellule uovo, embrione), è illecita perché “contraria all’unità delmatrimonio, alla dignità dei coniugi e al diritto del figlio concepito a poter riconoscere all’originedella propria vita un padre e una madre uniti nel matrimonio”. Lo ribadisce un documento delCentro di bioetica dell’Università cattolica che sarà diffuso lunedì. Dopo aver rilevato “i rischimedici, materni e fetali, collegati al ricorso alle tecniche di fecondazione artificiale”, ildocumento del Centro diretto da mons. Elio Sgreccia, affronta il problema dei “donatori digameti”, la cui “selezione, perseguita con fini eugenetici e, pertanto, intrinsecamente illecita”,rappresenta comunque “un’illusione e un inganno” circa la possibilità di escludere il “contagiodi malattie infettive o di trasmissione di malattie genetiche”. “Tra le altre conseguenze delricorso alle tecniche di fecondazione artificiale eterologa”, il Centro di bioetica definisce”contrario al diritto del nascituro vedere preclusa ogni possibilità di conoscere il propriogenitore genetico”. Nel documento, infine, si ammette “il massimo apprezzamento umano peril desiderio di una gravidanza”, ma qualora “l’impegno nella diagnosi e nella cura” della sterilitànon consentisse “di realizzare questa aspirazione”, “è doveroso orientare tale desiderio versouna `fecondità sociale’ piuttosto che permettere pratiche contrarie alla dignità personale delnascituro e dei coniugi sia alla natura stessa del matrimonio e della famiglia”.