“Fa male ritrovarsi ‘razzisti’ quando ci si crede buoni e accoglienti. E’ una sorpresa constatare che è debole e vittima colui, come l’immigrato, che solitamenteviene descritto violento”. E’ quanto si legge in una nota diffusa oggi dalla Fondazione CeiMigrantes, a commento dei dati della ricerca, presentata ieri a Roma, da cui risulta che 374immigrati nel 1996 hanno subito violenza: più di uno al giorno. “E’ chiaro – si legge nella nota -che non tutti questi delitti sono causati da xenofobia: la malavita diventa infatti per moltiimmigrati via per la sopravvivenza e per il facile guadagno. Ma è indubbio che non pochi diquesti crimini sono frutto di sentimenti razzisti” tanto è vero che “simili fatti non accadono inaltri Paesi”. “Sono quindi da condannare con fermezza – secondo Migrantes – queste azioniignobili ed è da contrastare senza mezzi termini la tendenza in espansione, procline agiudicare con pesi diversi lo stesso comportamento tenuto da un nostro cittadino o da unimmigrato: la persona umana, di qualunque razza, cultura e religione, ha gli stessi diritti edoveri. Per queste ragioni, il cristiano non accetta attenuanti ed è lungi dallo scusare fatticome quelli emersi dall’indagine. La nostra storia di popolo migrante, memore di tantesofferenze subite, deve insegnarci a distinguere il vero dal falso, la persona che sbaglia e vacondannata dalla grande massa di gente giunta da noi in ricerca di lavoro, che fatica e chericerca per sè e per la propria famiglia pace e sicurezza”.