Paesi industrializzati: 100 milioni di persone sono nella miseria

“Nei paesi industrializzati oltre 100 milioni di persone vivono nella miseria, piùdi 5 milioni sono senza casa e 37 milioni senza lavoro. Più di 840 milioni di adulti sonoanalfabeti: 538 milioni di essi sono donne”. E’ quanto risulta, tra l’altro, dal Rapporto sullosviluppo umano 1997 a cura del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo umano(Undp), che è stato presentato oggi a Roma presso la sede della Sioi. “Le nuova povertà – haspiegato Oreste Muzio dell’Undp – riguardano i soggetti deboli – donne, vecchi, bambini – e nonhanno più caratteristiche prevalentemente strutturali e geografiche; anche per questo, in moltiPaesi industrializzati si è avuto negli ultimi anni un peggioramento delle condizioni di vita deicittadini”. Il Rapporto, ha aggiunto Muzio “fornisce per la prima volta alcune linee di azioneconcrete per la lotta alla povertà a livello internazionale: favorire la crescita economica purchésia equa e si concentri sullo sviluppo e sul trasferimento delle tecnologie; attuare una miglioregestione dei flussi commerciali; capire che in questo senso è decisivo il ruolo dei singoli Statiche devono tradurre tutto questo, operativamente, all’interno del proprio ordinamento”.Secondo p. Gianpaolo Salvini, direttore della rivista ‘Civiltà Cattolica’, “è condivisibile quantoprevisto dal Rapporto, cioè che si possa sradicare la povertà entro i primi decenni del XXIsecolo. Ma bisognerà privilegiare la qualità oltre alla quantità: lo sviluppo deve avere radiciprofonde, ispirarsi a valori che non siano meramente economici e che dunque lo qualifichinodavvero: solo così l’emergere da una condizione di povertà che dura da secoli non genererànuove e più profonde insoddisfazioni”.