E’ questol’obiettivo dell’incontro, in corso oggi a Roma, promosso dall’Azione Cattolica e a cui hannopreso parte rappresentanti di Agesci, Fondazione Migrantes, Caritas Italiana e Csi.”L’emergenza legata all’arrivo dei profughi albanesi nel nostro Paese – ha spiegato al SirFranca Satta Marchi, responsabile dell’Ufficio internazionale dell’Azione Cattolica – fa rifletteresulla drammatica situazione dell’Albania: già da tempo, come enti e associazioni operanti inquesto Paese, sentiamo la necessità di realizzare un coordinamento delle nostre attività.Finora, l’avere agito separatamente non ha incontrato particolari difficoltà ma è evidente cheun intervento coordinato avrebbe un’efficacia diversa. Da qui la decisione di incontrarci perpianificare un intervento unitario, in cui ognuno porti le proprie specificità”.Sono state individuate, ha aggiunto Satta Marchi, “alcune direzioni in cui muoversiprioritariamente: formazione scolastica; riscoperta da parte della donna del suo ruolo e dellasua dignità; formazione imprenditoriale, fornendo il Paese di una vera classe dirigente. Laformazione, infatti, è il primo gradino dell’evangelizzazione. In particolare, occorre che questopopolo acquisti un vero senso civico: gli albanesi devono riappropriarsi della propria identità dipopolo. Un’azione analoga deve essere condotta anche in Italia, con interventi, anche neicampi profughi: con l’impegno di tutti, l’attuale situazione di emergenza può essere superata”.