“Ilrisultato della consultazione referendaria avvenuta ieri, con il mancato raggiungimento delquorum previsto, dimostra come lo strumento del referendum non sia comunque adatto arisolvere alcune questioni del panorama legislativo italiano”. E’ quanto affermano, in uncomunicato stampa diffuso oggi, i responsabili della Consulta Nazionale Enti Servizio Civile(Cnesc). “Tuttavia, il referendum sull’obiezione di coscienza – si legge nel comunicato – hafatto registrare il più alto numero di votanti tra i 7 quesiti e ha visto la maggioranza assoluta deivoti a favore”. “Sembra che, ora più che mai, la parola spetti al Parlamento, quel Parlamentoche da oltre 10 anni non riesce ad approvare una nuova legge sull’obiezione di coscienza”.La Consulta fa appello perciò alla maggioranza parlamentare e al Governo “perché affrontinocompatti il dibattito in aula e superino senza ulteriore indugio l’annunciato ostruzionismo dialcune forze politiche. Il testo di legge già approvato dal Senato a fine gennaio, rappresentaun ottimo risultato per una legge che, se approvata anche dalla Camera in tempi rapidi, potràfornire all’obiezione di coscienza e al servizio civile in Italia un nuovo assetto normativo piùmoderno e adeguato all’evoluzione della coscienza popolare e ai comportamenti dei giovani”.