Psicologia e scienze umane contribuiscono alla crescita della fede

E’ quantoafferma p. Amedeo Cencini, della Pontificia Università salesiana, tra i relatori del pre-simposioteologico pastorale che si terrà il 20 e il 21 giugno, a Roma, sul tema “La pastorale dellevocazioni nella Chiesa italiana tra teologia e prassi”, promosso dal Centro NazionaleVocazioni (Cnv). Secondo p. Cencini, “se la vocazione cristiana è un dialogo e ha dueinterlocutori, Dio e l’uomo, tocca alla teologia definire in cosa consista la chiamata di Dio e acosa conduca, mentre compito pertinente della psicologia è indagare sul polo soggettivo, sullecaratteristiche umane che predispongono a rispondere in modo più o meno efficace allachiamata, entro una visione integrata e dialogica tra le due prospettive: una psicologia cheneghi la possibilità di un’apertura trascendente rischia di essere cieca e di chiudersi inun’analisi insufficiente per la comprensione dell’evento vocazionale; una teologia che nonsappia riconoscere le mediazioni psichiche del mistero rischia di rimanere vuota e incapace dispiegare l’incarnazione dello stesso mistero vocazionale”. Dunque, secondo p. Cencini,”l’accompagnamento psicologico può aiutare il singolo a riconciliarsi con la sua vita. L’apportodella psicopedagogia in tale fase è soprattutto di natura complementare-propedeutica: lascienza umana, infatti, prepara o aiuta il giovane a esser maggiormente disponibile all’azioneformatrice del Padre. E’ il suo Spirito che forma ma la disponibilità formativa è frutto di unlavoro di ‘liberazione da’ di ‘libertà per’ che può e deve essere sostenuto anche con l’apportopsicopedagogico”.