Somalia: “Siamo chiamati tutti alla ricerca della verità e della giustizia”

E’quanto afferma oggi, in un comunicato stampa, mons. Giuseppe Mani, ordinario militare perl’Italia, intervenendo sugli episodi che avrebbero coinvolto alcuni miliari italiani partecipanti allaspedizione Ibis svoltasi nel 1993 in Somalia. “E’ umano – scrive mons. Mani – che in tutti igruppi, istituzionali e non, compaiano elementi inquinanti, ma è proprio questo il compito dellaverità e della giustizia: accertare nella giusta dimensione la parte malata e salvaguardarel’intero”. Al riguardo, mons. Mani sottolinea che “per l’intera durata dell’intervento Ibis inSomalia l’Ordinariato Militare (allora la carica era ricoperta da mons. Giovanni Marra, n.d.r.),tramite i cappellani che hanno seguito i propri reparti, è stato costantemente presente sulterreno delle operazioni, seguendo quotidianamente e da vicino l’impegno profuso dai militariitaliani con autentico spirito umanitario e convinto servizio alla pacificazione”. “Verità vuole -continua mons. Mani – che i fatti recentemente emersi e proposti all’opinione pubblica sianoaccertati dall’Autorità preposta, attraverso prove documentali certe e che le responsabilitàindividuali dei militari che ne fossero resi protagonisti siano definite in tempi rapidi e perseguitecon determinazione. L’accertamento delle verità consentirà di evitare che siano colpevolizzati12.000 uomini che per la quasi hanno offerto alla Somalia in nome dell’Italia indiscussacapacità professionale e hanno dato prova di grande senso di responsabilità”.