Settanta realtàassociative del volontariato e della cooperazione sociale (dalle Acli, all’Arci, all’Uisp, agli scout,ai salesiani, ecc.), in rappresentanza di oltre sette milioni di soci, attivi nel cosiddetto “terzosettore” o “non profit”, hanno dato vita all'”Associazione delle associazioni”, un organismocomune, un “cartello” per presentarsi alle istituzioni chiedendo di partecipare a pieno titolo alladefinizione delle politiche sociali, del lavoro e al dibattito in corso per la riforma dello Statosociale. Per Nuccio Iovene, coordinatore uscente del Forum permanente del terzo settore esegretario generale del nuovo organismo che sì è costituito ufficialmente stamani a Romapresso la sede nazionale delle Acli, è paradossale che sia stato aperto un tavolo per discuterecome deve essere il futuro welfare senza interpellare le forze che già operano e agiscono consuccesso nel sociale. “Il risultato – ha detto Iovene a proposito del primo incontro di ieri – nonpoteva che essere fallimentare”. “Mentre abbiamo partiti che si scannano – ha detto ilpresidente delle Acli, Franco Passuello – qui ci sono i rappresentanti di settanta associazioniche hanno superato gli interessi di bottega per servire il Paese”. Passuello ha insistito neldefinire “storica” la decisione di dar vita a un nuovo tipo di rappresentanza, assolutamentetrasversale, come dimostrano le sigle delle associazioni che vi aderiscono. Una forza che nonesiterà, è stato ribadito, ad aprire una grande vertenza nazionale se verranno ancora disattesele promesse che il Governo e lo stesso Prodi, ma anche i sindacati, hanno fatto in piùoccasioni. Il nuovo organismo avrà un proprio consiglio nazionale che esprimerà un gruppo dicoordinamento composto da cinque membri in carica per tre anni.