“Il comando diGesù – prosegue don Angelo Romita – elimina da un lato un rapporto esasperato delle Chiesecon il territorio in cui vivono e, dall’altro, rifiuta un proselitismo che non rispetta la dignità e latestimonianza delle Chiese già presenti (c.f.r. il documento finale del convegno europeoecumenico tenutosi a Bari dal 1° al 4 ottobre 1996 sul tema ‘Mediterraneo Est, luogo diriconciliazione’).La sofferenza, infine, che la restrizione della libertà religiosa in Russia provoca nelle altreChiese sorelle europee, non elimina tuttavia la speranza che si fonda sulla certezza dellapresenza di Cristo fra le Chiese e nelle Chiese. Per tale presenza, fonte di luce e diliberazione, la Chiesa cattolica crede che la libertà propria dei figli di Dio non può esserecoartata da alcuna legge, dal momento che la Parola di Dio ‘non è incatenata’”.