“Non sono ingrado di fare profezie – dice il vescovo di Livorno, Alberto Ablondi, a proposito dell’Assembleaecumenica di Graz -, ma mi interessa che ogni argomento venga affrontato con la severaresponsabilità di un ‘punto a capo’”. E i “punti a capo”, che Ablondi indica in un’editorialesull’ultimo numero di “Toscanaoggi”, sono molti: il primo, “che Graz segni lo spartiacque nelcammino del movimento ecumenico”, “non per ricominciare sempre daccapo, ma per daresviluppo e maggiore evoluzione a quegli elementi che ormai hanno raggiunto maturità ecapacità di essere fecondi”. “Punto e a capo – aggiunge il vescovo di Livorno – anche per leChiese che, dopo essersi perseguitate vicendevolmente lungo i secoli, devono aprirsi ad unagenerosa capacità di perdono. Non si può infatti fare storia con una visuale chiusa di sospettie di aspre critiche senza l’autentica apertura del cuore”. “Punto e a capo – dice infine Ablondi -per presentarci come cristiani più uniti e più fecondi agli appuntamenti di novità nella vita dovel’uomo deve essere promosso e difeso”. Graz e il Giubileo del Duemila, a giudizio di Ablondi,”coincidono con novità di valori, di scienza, di politica e di vitalità di fede”.