In questa Europa “che stacercando una unità non solo economica ma anche politica e sociale i cristiani dell’Est edell’Ovest possono offrire un contributo comune anche se distinto alla dimensione spiritualedel continente” ed “hanno una comune responsabilità per la promozione del rispetto dei dirittiumani, la giustizia e la pace e tutto quanto riguardi la sacralità della vita”.Sono le parole del messaggio di Giovanni Paolo II che il card. Edward Cassidy ha letto aipartecipanti all’assemblea ecumenica di Graz. Il Papa ha fatto un chiaro riferimento alla storiadell’Europa in cui sono cresciute le “più grandi divisioni tra Est ed Ovest” ma dove si stannorealizzando tra i cristiani “i maggiori sforzi di riconciliazione e di ricerca di una unità piena evisibile”.Anche l’arcivescovo di Canterbury George Carey, primate della Chiesa anglicana, nel suosaluto ha contestato l’idea di una unione europea unicamente finalizzata al mercato e, dicendodi considerarsi europeo ha ricordato che l’europeismo è “qualcosa che va oltre” l’economia purcomprendendola. All’assemblea è giunto anche il messaggio del Patriarca ecumenicoBartolomeo I che si è detto dispiaciuto di non essere presente per “motivi che – ha detto – nondipendono da noi” ha commentato questa decisione “presa dopo una lunga riflessione” qualescelta “per evitare danni maggiori e per favorire uno spirito di riconciliazione”.