“Sono convintada tempo della necessità di trovare una via italiana all’ingresso delle donne nelle ForzeArmate. Esse contribuiranno a modificare una monocultura maschile a condizione che, findall’inizio, il loro numero non sia esiguo e si cominci dai quadri”. Lo ha detto Silvia Costa,intervenendo oggi, a Roma, a un convegno sul tema “Donne e difesa”, promosso dal CentroAlti Studi per la Difesa (Casd). Maria Chiaia, presidente del Centro Italiano Femminile (Cif) hadetto al Sir di essere sostanzialmente “favorevole all’ingresso delle donne nelle Forze Armate.Occorre capire però la peculiarità della loro presenza, in vista di una nuova configurazione delruolo delle Forze Armate che saranno sempre più forze di pace”. Chiaia auspica comunque un”sistema integrato, che preveda un anno di volontariato sociale sia per gli uomini che per ledonne”.Don Antonio Cecconi, vice direttore della Caritas Italiana, sottolinea che “c’è sempre minorebisogno di militari, specie di leva. Dunque, ora che la ‘fetta’ diventa più piccola non pareopportuno pensare di dividerla tra un maggiore numero di persone”. E poi, secondo donCecconi, “ciò di cui il Paese ha bisogno è una maggiore difesa civile: il nemico non è più quelloche viene da fuori; occorre invece combattere i nemici interni che incontriamo ogni giorno: ilcrescere della povertà e dell’esclusione sociale; la difficoltà nel far valere persino i diritticostituzionalmente garantiti; il crescere dell’emarginazione” .