E’ quantoafferma, in una nota sul prossimo numero del Sir, Carlo Lorenzoni, professore di geneticaagraria presso l’Università Cattolica di Piacenza, commentando i lavori dell’assembleagenerale straordinaria delle Nazioni Unite, in corso a New York, sul tema a “Rio più 5”, alloscopo di fare il punto, cinque anni dopo, sull’applicazione data alle convenzioni elaborate aRio. “Il ritmo di distruzione delle foreste tropicali – ricorda Lorenzoni – va rallentando, anche senon in misura tale da assicurare la loro salvezza; l’applicazione della convenzione sulla lottaalla desertificazione incontra gravi ostacoli nelle ristrettezze finanziarie cui è sottoposta lamaggiore parte dei Paesi direttamente interessati; quanto alla convenzione sui cambiamenticlimatici, restrizioni ai consumi con ricadute deleterie quali l’effetto serra o il buco nell’ozonosono quasi dovunque introdotte con lentezza se non addirittura respinte. Questi risultatideludenti – secondo Lorenzoni – erano da attendersi, viste le premesse ambiziose nelleapparenze ma in realtà viziate da compromessi fra i punti di vista degli Stati ricchi e di quellipoveri”, mentre “le azioni puntiformi che per lo più sono state operate mettono in evidenzal’incapacità reale della comunità internazionale e dell’Onu di andare al di là di problemialtisonanti per elaborare concretamente una strategia”.