Graz: per frère Roger l’ecumenismo nasce in parrocchia

E’ arrivato oggi a Grazdove si sta svolgendo la seconda assemblea dei cristiani d’Europa, frère Roger di Taizé. Ilfondatore della comunità ecumenica che da una quarantina d’anni accoglie migliaia di giovaniprovenienti da tutto il mondo, ha parlato alla assemblea dei settecento delegati e in seratapresiede una preghiera in una parrocchia della città. Frère Roger non ha voluto commentarel’andamento della assemblea ma ad una nostra domanda sulle difficoltà del cammino versol’unità ha detto che “bisogna attraversare la passione di Cristo, quindi avanzare su uncammino d’amore perché l’ecumenismo non è altro che riconciliarsi e perdonarsi” nella fedeltàalla preghiera e alla propria Chiesa. “Nella nostra esperienza di accoglienza dei giovani in piùdi quaranta anni – ha aggiunto – diciamo che il primo gesto ecumenico è vivere ciascuno nellapropria parrocchia, in mezzo a tutte le generazioni, con i più anziani, gli adulti, i bambini,perché la parrocchia è una realtà ecumenica così forte e così bella che è a questo livelloessenziale che si vive l’ecumenismo”.All’incontro con i delegati Frère Roger richiamando la sua esperienza con i giovani ha invitatoancora alla riconciliazione: “Alle soglie del duemila risuona in alcuni l’appello a riconciliarsi nonsoltanto tra cristiani ma nelle situazioni più diverse, nei popoli, nelle famiglie e anche con i noncredenti. Siamo consci che la nostra vita rende credibili le nostre parole e le nostre intuizioni?Una vocazione ecumenica che non si concretizzasse in una riconciliazione manterrebbel’illusorio”.