“Il punto di partenza per qualsiasi progetto di parità scolastica è costituito dal diritto di ogni persona ad essere educata secondo le proprie convinzioni e sul correlativo diritto dei genitori di decidere dell’educazione da dare ai figli”. Lo ha detto don Guglielmo Malizia, che fa parte del Consiglio nazionale della scuola cattolica, intervenendo oggi a Roma ad un incontro di religiosi e religiose sul tema della riforma della scuola. Don Malizia ha analizzato il documento della Commissione ministeriale sulla parità, mettendo in evidenza “da una parte i passi avanti compiuti sul piano dei principi” e “dall’altra la forte delusione per le proposte operative in esso contenute. Dopo la presentazione dello scenario di fondo – ha detto – si sarebbero aspettate soluzioni concrete e adeguate, tenuto conto della gravità della situazione in cui versano le scuole cattoliche, ormai ai limiti della sopravvivenza. Stupisce invece lo scarto notevole che esiste tra il nuovo sistema di istruzione e i caratteri della legislazione che risentono della vecchia contrapposizione ideologica tra scuola della Stato laica e scuola privata cattolica”. Per questo don Malizia oppone alle linee operative esposte nel documento una serie di punti relativi alle parità: “riconoscimento della parità in base a requisiti oggettivi; libertà per i genitori di scegliere una scuola senza dovere sostenere oneri economici superiori a quelli della scuola statale; trattamento scolastico degli alunni equipollente a quello delle scuole statali; eguaglianza dei docenti nella formazione iniziale e in servizio; libertà di scelta da parte dell’ente gestore del capo di istituto e dei docenti delle scuole paritarie; rispetto da parte del personale della scuola non statale dell’identità specifica della scuola, espressa nel progetto educativo; libertà organizzativa, finanziaria, didattica, di ricerca e di sviluppo”.