NOVAK: “IL CITTADINO È IL CAPITALE PIÙ IMPORTANTE”

Sta cambiando radicalmente, soprattutto in Europa, il concetto di stato sociale. Lo ha ribadito Michael Novak, il noto economista americano, intervenendo oggi pomeriggio, presso la sede romana della Mondadori, alla presentazione del “Rapporto sulla società civile in Italia”. “Dopo generazioni che non hanno fatto che denigrare il capitalismo, specialmente il capitalismo americano – ha detto Novak -, gli intellettuali europei oggi, per la prima volta, dubitano della loro comprensione del termine ‘sociale’. Improvvisamente essi scoprono che c’è una forma di socialità che non amano, la ‘globalizzazione’, che sta mettendo in discussione il patto sociale che è seguito alla seconda guerra mondiale. Nessuna meraviglia quindi – ha aggiunto l’economista – che in Europa via sia tanto pessimismo sociale. La sua fonte non è soltanto l’elevata disoccupazione”, ma la “crescente insicurezza circa l’assetto fondamentale dell’ordine postbellico”. Secondo Novak ci sono comunque almeno tre motivi per cui il mercato del lavoro nel Vecchio Continente “è così impantanato”: in primo luogo “la sicurezza del posto non è più sostenibile”; in secondo luogo, “i modelli pensionistici che legano le prestazioni previdenziali a un singolo datore di lavoro offrono una sicurezza assai fragile”; terzo, “le istituzioni di ‘welfare’ orientate a dare alla gente compensazioni per i fallimenti, punendo contestualmente coloro che hanno successo, sono estremamente inadatte a un’epoca di globalizzazione”. “Ma la crisi più grave del ‘welfare state’ – ha concluso l’economista americano – è quella spirituale. La forma più importante di capitale è il capitale umano: il cittadino attivo, intelligente, creativo. Se distruggiamo il nostro capitale umano, la nostra civiltà è in mortale pericolo”.