CONSIGLIO DEGLI UTENTI: “IL TELESPETTATORE NON È UN SUDDITO”

“Nell’informazione televisiva non c’è pluralismo e si indulge troppo sul sensazionale; molti programmi di varietà sono volgari; la pubblicità continua a condizionare i palinsesti in un circolo vizioso che trasforma lo spettatore in consumatore”. La denuncia arriva dal Consiglio consultivo degli utenti, l’organo dell’Ufficio del garante per la radiodiffusione e dell’editoria, che riunisce esperti designati da varie associazioni. In un convegno stamani a Roma, presso l’Avvocatura generale dello Stato, il prof. Guido Alpa, presidente del Consiglio degli utenti, ha fatto un bilancio del lavoro svolto nel triennio del suo mandato e presentato il volume “Da sudditi a cittadini” (Giuffrè Editore), che raccoglie i contributi di tutti i membri dell’organismo consultivo. “Il bilancio dell’attività svolta è positivo – ha detto Alpa, che è docente alla ‘Sapienza’ di Roma -, ma restano progetti incompiuti e soprattutto restano le critiche ad una tv che ha portato all’omologazione dei gusti e dei linguaggi e non ha contribuito ad una elevazione dello spettatore. Gli utenti giungono buoni ultimi nella considerazione di tutti i soggetti: sia quelli pubblici, sia, e a maggior ragione, quelli privati”. Nei suoi sei anni complessivi di vita, il Consiglio degli utenti ha svolto “un’attività costante e cospicua, poco conclamata – si rammarica Alpa – perché poco visibile”. Per riassumere “le linee guida, le speranze e i propositi”, il Consiglio consultivo ha anche formulato un “decalogo”: “Non diffondere un’informazione faziosa, incompleta, acritica; non escludere dall’accesso le fasce deboli; non calpestare i valori della persona; non incitare alla violenza; non banalizzare sesso e amore; non assuefare alla povertà culturale; non divertire mediante le volgarità; non diseducare i bambini; non perseguire il consumismo; non deturpare la lingua italiana”.